Studio Legale D'Amico Labbro Francia - Oria
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D'Amico & Labbro Francia 
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25 aprile: l'Italia è libera da 73 anni (Wed, 25 Apr 2018)
Il 25 aprile di ogni anno ricorre l’anniversario della liberazione dell’Italia, proclamato festa nazionale della nostra Repubblica con...
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Dolo eventuale e colpa cosciente: precisato il criterio distintivo (Tue, 24 Apr 2018)
Con due recenti pronunce la Cassazione torna ad occuparsi del mai risolto problema della distinzione tra colpa cosciente e dolo eventuale, affermando due...
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È fedifrago il marito in cerca di incontri amorosi sul web (Tue, 24 Apr 2018)
La condotta del marito, intento alla ricerca di relazioni extraconiugali tramite internet, integra una violazione dell’obbligo di fedeltà ex art. 143 cod....
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Ordinanza di assegnazione: non va eseguita come ordinario titolo esecutivo (Tue, 24 Apr 2018)
Dicevano i latini: repetita juvant. Anche se una pronuncia giudiziale non scaturisce mai dall'esigenza di confermare dei concetti o degli...
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SENTENZE TRIBUNALE di BRINDISI

 

CIVILE - VIOLENZA SESSUALE - Risarcimento danni su sentenza penale. Utilizzabilità del rito sommario ex art. 702 bis c.p.c. Non necessaria la costituzione di parte civile nel processo penale né la sottoposizione a perizia medico legale ai fini della risarcibilità del danno morale soggettivo subito della vittima ex artt. 2043 e 2059 c.c.
Tizio ha proposto azione ex art. 702 bis per il risarcimento dei danni morali ed esistenziali subiti a causa dei reati di cui agli artt. 81, 609 bis comma I ovvero 609 bis comma II n. 1. commessi dal resistente già condannato in sede penale con sentenza divenuta irrevocabile.
Il Tribunale ha affermato che la sentenza penale irrevocabile di condanna pronunciata a seguito di dibattimento ha efficacia di giudicato quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, utilizzabile nel giudizio civile nei confronti del condannato. Sussiste in capo a Tizio il diritto al ristoro del danno non patrimoniale, nella specie danno morale soggettivo, in quanto ha patito ingiustamente un concreto pregiudizio, per la lesione del bene tutelato della libertà e del pudore sessuale, causato dalla condotta illecita dolosa posta in essere da Caio, la cui responsabilità civile, ai sensi dell'art. 2043 c.c., risulta acclarata dallo stato degli atti. Caio ha posto in essere atti sessuali a danno del ricorrente, con la coscienza e la volontà di compiere un atto invasivo e lesivo della libertà sessuale della vittima non consenziente e, pertanto, il reato di violenza sessuale di cui all'art. 609 bis c.p. è integrato sia dall'elemento materiale sia dall'elemento psicologico. Caio inoltre ha posto in essere, con coscienza e volontà, in danno di Tizio atti oggettivamente offensivi del pudore in un luogo pubblico, configurando la sua condotta il reato di atti osceni punito dall'art. 527 c.p. Ciò posto l'esame dell'istruttoria penale consente la liquidazione del danno morale soggettivo direttamente conseguente all'offesa, ossia delle sofferenze psichiche e morali patite in conseguenza del reato. È, quindi, possibile, liquidare i danni morali in favore del ricorrente sulla base della sola considerazione delle caratteristiche del fatto in quanto esso, da una parte non è accertabile con metodo scientifico consistendo in patemi d'animo, dall'altra può essere accertato in base a indizi e presunzioni.

Tribunale di Francavilla Fontana, Ordinanza del 5.3.2013 - Giudice dott. Marseglia

(downolad testo integrale dell'ordinanza

 

PENALE - Abuso edilizio – Costruzione di tettoia – Natura pertinenziale.
L'intervento edilizio oggetto della sentenza non imponeva il rilascio di un titolo concessorio, attesa la modesta entità della superficie e le caratteristiche di altezza e strutturali - segnatamente la apertura su tre lati - elementi questi che non consentono di ipotizzare altra destinazione oltre quella di natura pertinenziale all'edificio principale, e, in particolare, permettono di escludere quella abitativa in ampliamento.

Tribunale di Brindisi – Sentenza penale n. 174 del 16 febbraio 2012

(download testo integrale della sentenza)

 

CIVILE - Registro informatico dei Protesti. Cancellazione del protesto e eliminazione di una informazione potenzialmente pregiudizievole per il protestato. 

Illegittima pubblicazione del protesto - Prova in re ipsa - Inammissibilità - Prova per presunzioni e ricorso a massime di comune esperienza - Ammissibilità.

Tribunale Brindisi 19 aprile 2013

(download testo integrale della sentenza)

 

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